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Magia ed escapologia fiscale: chi è davvero il commercialista?

Giornata piovigginosa, tipicamente autunnale.

Leggo ed incappo in un comunicato del “Sindacato Italiano Commercialisti” che lamenta la presenza costante, sui social, di un non meglio qualificato soggetto che promette (previo corso a pagamento) di svelare all’imprenditore modi e metodi innovativi per evitare il pagamento delle imposte. Precisando che il Commercialista queste “cose” non le può sapere.

Il comunicato, ed i commenti dei più, vertono sulla circostanza che questi innovativi metodi non esistono, e che ci si deve adoperare per rendere noto al povero imprenditore che la loro adozione, prima o poi, gli procurerà tali e tanti problemi da farlo amaramente pentire di quanto messo in opera.

Io so invece bene che i miei clienti questo concetto l’hanno chiarissimo, e da tempo.

Preferisco chiedermi, dunque, perché la mia categoria continui a dedicare attenzione all’operato di soggetti di questo tipo anziché domandarsi perché il “Commercialista” sia visto solo come “quello che fa i conti e ti fa pagare le tasse” (e se è uno bravo… le tasse saranno poche).

Preferisco chiedermi perché il nostro ruolo debba essere rappresentato (dalla nostra categoria, alle volte) in modo tanto riduttivo.

Il Commercialista, quello che il cliente sceglie come collaboratore di fiducia, svolge un ruolo assai più articolato e complesso, e l’imprenditore che a noi si rivolge, di norma, lo sa bene.

Il nostro cliente sa che il suo Commercialista è il suo “confessore”, ma anche quello che è in grado di essergli a fianco per gestire le problematiche che un mondo economico in continuo mutamento, continua a porre.

La nostra forza non è rappresentata dal saper trovare il migliore escamotage per ridurre il carico fiscale, ma piuttosto dalla capacità di saper rispondere con precisione, chiarezza, puntualità alle problematiche societarie, finanziarie, valutative, gestionali che ogni giorno il cliente ci pone.

Il Commercialista non è e non deve essere quello che ti presenta una volta all’anno un” bel bilancio” (con poche tasse, per favore), ma colui che prima di tutto insegna come quel documento sia invece la base dalla quale partire per arrivare ad una corretta visione del proprio business.

Non già un documento obbligatorio e privo di concreto significato, ma il documento che rappresenta la sintesi numerica dell’attività svolta, un documento che consenta di creare valore per l’impresa, passando attraverso un reale controllo di gestione che supporti nelle scelte imprenditoriali: sia in quelle di ogni giorno, che quelle (ad esempio) di investimento.

Solo imparando a vedere il nostro ruolo correttamente, e correttamente trasmettendolo ai clienti, forse capiremo che il “mago degli escamotages” fiscali non è un nostro problema.

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