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Quattropuntozero, ovvero il problema genera metodo

Pubblicato il 7/02/2017  all’interno della rubrica “Industria 4.0” del Giornale di Brescia, autore: Ing. Alessandro Marini.

Quattropuntozero: le macchine e le persone. 

Festo, leader nella componentistica pneumatica, è una delle aziende tedesche più attive nell’ambito del programma “Industrie 4.0”, l’iniziativa lanciata dal governo tedesco e diventata il simbolo della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, cioè quella della manifattura digitale. Però…

Ho visitato lo stabilimento di Scharnausen della Festo. Scharnausen è lo stabilimento più moderno di tutto il gruppo Festo ed è considerata la fabbrica “più 4.0” in Europa e quindi nel mondo. Nonostante questo, non è la tecnologia l’aspetto più sorprendente che emerge visitando lo stabilimento. Scharnausen è una fabbrica molto grande, interamente coperta, distribuita su 4 piani per 66.000 m2 di superficie produttiva, nel quale lavorano 1.200 dipendenti. E’ stata progettata tenendo come principali requisiti progettuali 3 aspetti: l’ottimizzazione logistica della distribuzione degli impianti, l’efficienza energetica complessiva, il ruolo dell’uomo nella fabbrica.

E’ chiaro che gli aspetti impiantistici sono quelli che vengono messi in maggiore evidenza dagli accompagnatori. E quindi nella fabbrica abbiamo potuto ammirare celle di assemblaggio modulari di grandi dimensioni in grado di essere facilmente combinate per fare fronte a diverse esigenze produttive; sono in grado di comunicare direttamente tra loro per la gestione in tempo reale degli ordini di assemblaggio che possono entrare in produzione senza avere una sequenza predefinita. Molto interessante. Come il robot collaborante che lavora fianco a fianco con l’operatore adattandosi alle sue caratteristiche fisiche di corporatura, forza e reattività.

Ma la cosa più eclatante per me è come l’uomo sia inserito nella fabbrica e rappresenti l’elemento decisivo per fare funzionare tutto in modo armonico. L’importanza della comunicazione verbale, i report di fine turno di ciascun responsabile di macchina compilati su carta (sulla carta!) per passare le consegne al collega entrante. La cura del continuo addestramento degli operai attraverso “learning factory” interne dove piccoli laboratori, strutturati con macchine di produzione, permettono di eseguire training specifici di due ore con studio e poi pratica sulla macchina. E’ attraverso questa formazione che la Festo ha messo a disposizione dei clienti la possibilità di acquistare valvole pneumatiche personalizzate con tempi di consegna di 5 giorni dall’ordine. Si sono dati regole che per un’azienda tedesca sono rivoluzionarie: “se c’è un problema, pensa sempre qualcosa di nuovo”; “inizia le attività di miglioramento senza pregiudizi e con atteggiamento flessibile”; accoppiate con “il problema genera il metodo” che invece è un pensiero molto tedesco. Mi ha sorpreso questa strategia organizzativa volta a spingere gli operatori ad essere indipendenti, creativi e flessibili come i loro colleghi italiani, ma attraverso formazione e metodo.

Io ho trovato che questa sia la magia di Scharnausen. La fabbrica più digitale ed avanzata d’Europa ha messo al centro del suo successo creatività e flessibilità del proprio personale per sfruttare le meraviglie della tecnologia. Creatività e flessibilità che sono le caratteristiche più belle delle fabbriche italiane dove operai con mani d’oro e pensiero laterale producono macchine specialissime che il mondo ci invidia. I tedeschi ci copiano e lo fanno bene. Da Scharnausen ho imparato che quattropuntozero è anche e soprattutto formazione e metodologie per massimizzare le capacità delle persone ed è su questo che mi pare importante lavorare nelle nostre fabbriche per continuare a fare la differenza. Le tecnologie, quelle, si possono comprare.

 

Pubblicato il 7/02/2017  all’interno della rubrica “Industria 4.0” del Giornale di Brescia

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