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Track, Trace, Test. Perché è decisivo il contributo delle imprese nella lotta al virus.

È stato detto in queste ultime settimane, da molti esponenti di Confindustria e soprattutto di AIB, che i lavoratori risulteranno molto più protetti in fabbrica e nelle aziende rispetto a quanto possano esserlo a casa. Può sembrare un paradosso ma è probabilmente vero.

Le imprese, in collaborazione con i sindacati e con la benedizione del Governo, hanno elaborato un regolamento per la sicurezza sui luoghi di lavoro, che garantisce la continua tracciatura e impone una serie di regole comportamentali a tutti coloro (imprenditori, dirigenti e lavoratori) che si trovano in azienda, al fine di assicurane la sicurezza.

Bene, ma è necessario comunque fare una premessa. Nella situazione in cui ci troviamo, con la ripresa delle attività produttive, le persone continueranno ad ammalarsi.

Il gioco è che dopo avere usato il martello del lockdown è necessario che impariamo la danza dell’equilibrio tra il lavoro e il contenimento della malattia (cit. Tomas Puejo).

Tutto il nostro impegno deve essere rivolto al lavoro, accompagnato da una attenzione continua, maniacale e soprattutto generosa in termini di attenzione verso gli altri, nei comportamenti che dobbiamo tenere per identificare e stroncare con rapidità la nascita di focolai di infezione all’interno dei luoghi di lavoro.

Il Protocollo, di cui è stata concordata una seconda edizione il 24 aprile, è estremamente dettagliato nella gestione dei principali processi e suggerisce norme comportamentali all’interno delle quali l’impresa può prendere decisioni consapevoli in collaborazione con gli specialisti interni (Medico del Lavoro e Responsabile del servizio di prevenzione e protezione) ed i rappresentanti dei lavoratori.

Quello che ci preme sottolineare, è che non esistono soluzioni che garantiscono la certezza di non avere contagi. Esistono soluzioni che permettono di minimizzare il rischio e stroncare con immediatezza eventuali focolai. In questo senso, è inutilmente costoso l’utilizzo di test a tappeto su tutti i lavoratori. I tempi attualmente richiesti per le analisi e la natura sfuggevole del comportamento del virus rendono i test tampone uno strumento utile, se usato con metodo e attraverso interventi mirati. Il test sierologico, invece, è inutile rispetto agli scopi ed ai processi finalizzati alla sicurezza, ciò in quanto evidenzia eventualmente la persona che è già stata malata ma nulla ci dice rispetto alle persone che non lo sono state e che quindi sono a rischio.

Appare evidente che le imprese hanno la necessità di adottare modalità che garantiscano di tracciare i contatti tra le persone con due principali obiettivi: avvisare i lavoratori quando si trovano a distanza di pericolo rispetto ai colleghi ed evitare che si creino assembramenti (prevenzione); identificare, quando necessario, i contatti che i lavoratori hanno avuto con colleghi che sono poi risultati positivi al test e sottoporli, in modo mirato e sistematico, ai test tampone, secondo procedure che assicurino che la malattia non si sviluppi tra il personale (mitigazione) ed eventualmente isolare precauzionalmente i soggetti a rischio.

Questa danza, per essere veramente efficace, ha la necessità di essere supportata da soluzioni tecnologiche in grado di aiutare l’impresa in questa attività di monitoraggio. Le soluzioni adottabili possono sollevare alcune critiche, perché possono danneggiare la privacy dei lavoratori ed anche violare alcune regole contenute nello statuto dei lavoratori. È possibile, però, progettare in modo adeguato soluzioni che siano completamente conformi alle normative, nel caso di attivazione di processi di pura prevenzione, o che possano risultare accettabili al personale attraverso una verifica ed un confronto con le organizzazioni sindacali, nei casi in cui la complessità dell’impresa richieda di adottare soluzioni più strutturate.

Nelle ultime settimane Studio Maruggi, attraverso la propria divisione che si occupa di Compliance, ha collaborato in modo intenso con Gulliver, una società bresciana leader in Italia nell’ambito delle soluzioni per smartphone, per lo sviluppo di una tecnologia attraverso la quale realizzare soluzioni di tracciamento flessibili ed adattabile alle specifiche esigenze delle imprese e conformi alle normative vigenti.

Queste soluzioni si appoggiano sulla tecnologia Bluetooth LE, applicata in modo molto semplice attraverso l’utilizzo di dispositivi (detti Beacon). Esse possono garantire la gestione dei contatti tra le persone ed il controllo dell’affollamento delle aree di lavoro, con particolare riferimento a quelle comuni, con vari livelli di complessità. Sono soluzioni diverse e tecnologicamente molto meno complesse di quelle, di cui parliamo in un altro articolo, dedicate alla tracciabilità dei cittadini; sono però progettate esattamente per venire incontro ai problemi delle imprese di tutte le dimensioni.

L’utilizzo di queste soluzioni applicative, con il supporto di un consulente esperto di processi e normative per la loro adozione, permettono anche alle piccolissime imprese di accedere a tecnologie adeguate a garantire la sicurezza con una spesa che può andare da poche centinaia a qualche migliaio di € l’anno a seconda delle funzioni che si vogliono attivare e delle dimensioni dell’azienda.

 

In Studio Maruggi, fedeli alla nostra missione di supporto territoriale, crediamo di avere, ancora una volta, messo a disposizione delle imprese di tutte le dimensioni uno strumento agile e conveniente che le sostenga effettivamente nella protezione del proprio personale e garantisca la loro continuità operativa nel lungo periodo.

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